La politica estera di Obama ricorda Eisenhower?

James Traub su Foreign Policy sostiene che la linea adottata dall’amministrazione Obama sull’attuale crisi ucraina ricorda la politica estera di Dwight Eisenhower, Presidente degli Stati Uniti dal 1950 al 1958. Alcuni critici della politica estera di Barack Obama lo hanno invece paragonato a Jimmy Carter, Presidente dal 1976 al 1980 e ricordato come uno dei Presidenti più deboli.

Nel 1956 Eisenhower scelse di non reagire all’invasione dell’Ungheria da parte dell’Unione Sovietica e fu accusato di arrendevolezza. Secondo Traub si trattò di una scelta saggia: una reazione all’invasione sovietica avrebbe avuto conseguenze drammatiche e non sarebbe stata giustificata dal limitato interesse statunitense per l’Ungheria. Eisenhower era fiducioso che nel lungo periodo l’invasione sovietica dell’Ungheria si sarebbe rivoltata contro l’Unione Sovietica stessa.

Secondo Traub, anche Obama pensa che la politica russa nell’attuale crisi ucraina finirà per rivoltarsi contro la Russia. La politica estera russa è inadeguata al mondo attuale: Vladimir Putin “sta usando un coltello a serramanico mentre il resto del mondo impara a usare il laser.” Come per Eisenhower, anche per Obama gli obiettivi principali in politica estera sono la riduzione del bilancio militare statunitense e l’alleviamento delle situazioni di conflitto che ha ereditato.

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