La lezione tedesca per la riconciliazione in Estremo Oriente

La politica estera della Corea del Nord non è l’unica fonte di tensione in Estremo Oriente. Ci sono tensioni anche nelle relazioni tra Giappone, Cina e Corea del Sud, dovute a dispute territoriali e interessi geopolitici diversi. Le tensioni tra questi paesi sono però legate anche a memorie contrastanti sulla Seconda Guerra Mondiale, e in particolare sull’espansionismo giapponese in Estremo Oriente durante la guerra.

Un’analisi delle memorie della Seconda Guerra Mondiale in Estremo Oriente è stata recentemente pubblicata in Confronting Memories of World War II, curato da Daniel Chirot, Gi-Wook Shin e Daniel C. Sneider. Lo studio mostra che in Cina la memoria è incentrata su una vittimizzazione della Cina, invasa da giapponesi rappresentati come brutali e crudeli. Anche in Corea del Sud prevale una memoria simile. In Giappone non viene rivendicato il comportamento tenuto durante la guerra, ma non viene nemmeno criticato in modo netto.

E’ possibile tracciare dei paralleli tra la memoria della Seconda Guerra Mondiale in Giappone e in Germania, che del resto erano alleati. A differenza del Giappone, nel dopoguerra in Germania la memoria è stata fortemente spinta alla riconciliazione e a una netta presa di distanza da quanto commesso durante la guerra. Una ragione per cui la memoria giapponese fu meno spinta alla riconciliazione rispetto a quella tedesca fu la diversa situazione dei due paesi durante la guerra fredda: per la Germania una riconciliazione con i suoi ex nemici era essenziale per ottenere maggiore sicurezza, mentre il Giappone non aveva questa necessità strategica forte.

Recentemente sia i leader cinesi che quelli sudcoreani hanno esplicitamente invitato il Giappone a prendere esempio dalla politica tedesca di riconciliazione. Dal canto loro, anche i leader giapponesi hanno indicato la riconciliazione franco-tedesca come un modello per le loro relazioni con i paesi vicini. Lily Gardner Feldman nel 2012 ha pubblicato Germany’s Foreign Policy of Reconciliation, e ora su Foreign Policy suggerisce alcune lezioni che i paesi dell’Estremo Oriente potrebbero trarre dalla politica di riconciliazione seguita dalla Germania negli scorsi decenni. In particolare, l’esperienza tedesca può trasmettere quattro lezioni:

1. la riconciliazione è un processo lungo e complicato, potenzialmente mai concluso: va affrontato senza coltivare aspettative irrealistiche;

2. la riconciliazione può avvenire anche prima della soluzione delle dispute territoriali: ad esempio, la Germania riconobbe il confine occidentale polacco solo nel 1990;

3. i risarcimenti alle vittime sono una parte importante della riconciliazione; possono avvenire anche a lunga distanza di tempo e tramite strumenti legali e finanziari creati appositamente;

4. le scuse richiedono coerenza e costanza per essere credibili: le scuse finora offerte dal Giappone ai suoi vicini per la sua condotta durante la guerra sono state troppo rare e isolate.

Fonte dell’immagine: Wikimedia Commons

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