La Francia fu complice del genocidio in Ruanda?

In occasione del ventesimo anniversario dell’inizio del genocidio in Ruanda, domenica scorsa il Presidente del Ruanda Paul Kagame ha denunciato il “ruolo diretto del Belgio e della Francia nella preparazione politica del genocidio e la partecipazione della Francia all’esecuzione stessa del genocidio”. I soldati francesi che furono inviati in Ruanda nel 1994 non sarebbero stati solamente complici dei massacri, ma vi avrebbero partecipato attivamente.

Le relazioni diplomatiche tra Francia e Ruanda furono interrotte dopo la deposizione del regime degli hutu sostenuto dalla Francia. Le relazioni diplomatiche furono ristabilite solamente nel 2010, grazie all’impegno dell’allora ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, che nel 1994 si trovava in Ruanda con la sua organizzazione Medici Senza Frontiere. Nel 2010 il Presidente francese Nicolas Sarkozy riconobbe che nel 1994 il governo francese aveva commesso “degli errori di valutazione, degli errori politici”. Degli errori di valutazione furono individuati anche dalla commissione di inchiesta istituita dal Parlamento francese.

In occasione dell’anniversario del genocidio, Le Monde ha riproposto un articolo del 2012 di Christophe Ayad et Philippe Bernard sul ruolo che fu svolto dalla Francia. Per Ayad e Bernard, la questione della complicità della Francia nel genocidio in Ruanda è una questione che divide in maniera così netta l’opinione pubblica francese come non accadeva dai tempi della guerra di Algeria. La divisione trascende la divisione tra destra e sinistra, anche perché all’epoca del genocidio il Presidente francese era il socialista François Mitterrand, mentre il governo era di centro-destra.

Da un lato, i colpevolisti sottolineano i rapporti di stretta collaborazione politica e militare tra la Francia e gli hutu. Ritengono che furono gli hutu i responsabili dell’inizio delle violenze che portarono al genocidio e vedono l’invio di militari francesi come un tentativo estremo di salvare il regime degli hutu. I colpevolisti accusano le tendenze reazionarie dell’esercito francese e le tendenze imperialiste della politica francese in Africa. Il loro libro di riferimento è L’inavouable di Patrick de Saint-Exupéry.

Dall’altro lato, gli innocentisti ritengono che i responsabili dell’inizio delle violenze furono i tutsi e che l’invio di militari francesi fu un tentativo estremo di salvare delle vite. Gli innocentisti difendono il ruolo dell’esercito, rifiutano il senso di colpa postcoloniale e difendono il ruolo particolare ricoperto dalla Francia in Africa. Il loro libro di riferimento è Noires fureurs, blancs menteurs di Pierre Péan.

Fonte dell’immagine: AFP/Getty Images

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