La Bosnia-Erzegovina come modello per Putin?

A partire dagli accordi di Dayton che posero fine alla guerra nella ex Yugoslavia nel 1995, la Bosnia-Erzegovina è uno stato federale composto da due entità che godono di ampi margini di autonomia: la Repubblica serba di Bosnia ed Erzegovina comprende le aree del paese a maggioranza serba, mentre la Federazione di Bosnia ed Erzegovina comprende le aree del paese a maggioranza bosniaca e croata (esiste inoltre un terzo piccolo distretto con uno status particolare). In un post sul suo blog, lo studioso statunitense di relazioni internazionali Mark N. Katz sostiene che la Bosnia-Erzegovina potrebbe costituire un modello per l’attuale politica russa verso l’Ucraina.

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La struttura federale della Bosnia-Erzegovina (fonte: Wikimedia Commons)

Secondo Katz, una vera e propria secessione delle regioni sud-orientali dell’Ucraina potrebbe essere problematica per la Russia. Annettere ampie regioni dell’Ucraina sarebbe costoso e renderebbe ancora più filo-occidentale la parte rimanente dell’Ucraina. Più vantaggiosa per la Russia sarebbe una divisione dell’Ucraina in due entità largamente autonome, come in Bosnia-Erzegovina. Così come in Bosnia la Repubblica serba è fortemente legata alla Serbia e ha impedito l’adesione della Bosnia alla NATO, in Ucraina un’entità autonoma filorussa potrebbe coltivare i legami della Russia e impedire al governo centrale di adottare una politica estera troppo filo-occidentale.

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