Breve storia delle rivendicazioni sull’Artico

Fino a pochi decenni fa l’Artico – cioè la regione attorno al Polo Nord – non suscitava grande interesse dal punto di vista strategico ed economico. È stato grazie al miglioramento delle tecniche per l’individuazione e l’estrazione di risorse dai fondali oceanici e grazie al parziale scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento globale che l’Artico ha cominciato a suscitare un interesse sempre più forte.

Ty McCormick su Foreign Policy fa il punto sulla storia delle rivendicazioni di sovranità sull’Artico e sulle sue risorse naturali. A differenza dell’Antartide, che è stata internazionalizzata, l’Artico non è sottoposto a un regime particolare. Gli stati della regione avanzarono le prime rivendicazioni di sovranità sull’Artico a inizio Novecento.

Nel settembre 1945 il presidente statunitense Harry Truman rivendicò la sovranità statunitense sulle risorse di tutta la piattaforma continentale – ben oltre il margine di tre miglia dalla costa previsto fino ad allora dal diritto internazionale. L’iniziativa di Truman fu generalizzata con la Convenzione internazionale sulla piattaforma continentale dell’aprile 1958, e la sovranità statale sulle risorse marine fu ulteriormente rafforzata dalla Convenzione internazionale sul diritto del mare del 1982.

I confini attuali tra le regioni dell'Artico rivendicate dai vari stati (fonte: Wikimedia)
I confini attuali tra le regioni dell’Artico rivendicate dai vari stati (fonte: Wikimedia)

Nell’agosto 2007 due sommergibili russi hanno raggiunto per la prima volta il punto del fondale oceanico corrispondente al Polo Nord. Anche se la Russia non ha rivendicato formalmente la sovranità su quella zona dell’Artico, i russi hanno piantato la propria bandiera sul fondale, suscitando le proteste degli stati vicini.

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