L’Iraq è un nuovo Vietnam?

Nelle ultime settimane la crisi legata alla debolezza del governo iracheno è esplosa e gruppi islamisti sunniti hanno preso il controllo di importanti aree del paese. Secondo Ira Chernus su History News Network, l’attuale situazione di instabilità in Iraq pone al governo statunitense un dilemma simile a quello che poneva la situazione di instabilità in Vietnam nei primi anni Sessanta.

Il governo iracheno/vietnamita è un governo alleato degli Stati Uniti, ma talmente debole che un aiuto militare americano non sarebbe sufficiente a ristabilirne l’autorità. Ciò nonostante, considerazioni strategiche e di politica interna impongono al governo americano di agire in qualche maniera. Come agire? A quali condizioni? Con quale intensità? Il dilemma che si pone oggi a Barack Obama è simile a quello che si poneva a John Kennedy nel 1962. Chernus cita una serie di dichiarazioni di Kennedy e Obama che effettivamente esprimono le stesse preoccupazioni, le stesse richieste e gli stessi dubbi.

Se il dilemma che si pone a Obama è simile a quello che si poneva a Kennedy, l’evoluzione che seguì il caso vietnamita non lascia molto spazio all’ottimismo per quanto riguarda il caso iracheno. La crisi vietnamita degenerò in una guerra molto lunga e molto costosa sia dal punto di vista politico che economico, e l’influenza americana nella regione ne uscì ridotta. Il problema è così complesso e le soluzioni sono così difficili che secondo Chernus «la sola cosa che si può dire a Obama è “in bocca al lupo”».

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