Musica occidentale nei corpi sovietici

Durante gli anni Cinquanta il vinile non era un materiale facilmente disponibile nell’Unione Sovietica e i registratori magnetici non esistevano ancora. Su NPR The Kitchen Sisters raccontano un espediente che veniva utilizzato in quegli anni dai cittadini sovietici per registrare e ascoltare musica, soprattutto musica occidentale: i sovietici utilizzavano come supporto delle vecchie lastre radiografiche.

Come raccontano gli storici Sergei Kruscev (figlio dell’ex leader sovietico Nikita Kruscev) e Anya von Bremzen, le lastre radiografiche venivano recuperate da ospedali o studi medici, venivano tagliate a forma di disco, e un foro veniva realizzato al centro. La musica che veniva registrata era in gran parte musica occidentale, che era vietata nell’Unione Sovietica: rock ‘n’ roll, jazz e boogie woogie. Come osserva von Bremzen, «la musica occidentale fu letteralmente impressa nei corpi dei cittadini sovietici».

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