Come si valutano le intenzioni degli altri stati

Molte decisioni di politica estera dipendono da ciò che un governo si aspetta che gli altri stati facciano. I governi e le agenzie di intelligence cercano costantemente di valutare le intenzioni degli altri stati, in modo da distinguere la realtà dalla retorica e capire se un altro paese intende promuovere azioni ostili. Il nuovo libro di Keren Yarhi-Milo, Knowing the Adversary (Princeton University Press), analizza tre casi storici per studiare i meccanismi con cui un governo cerca di capire le intenzioni di altri stati. Due dei casi considerati riguardano la valutazione delle intenzioni sovietiche da parte del governo americano durante la fase finale della guerra fredda (1977–1980 e 1985–1988).

In base a ciò che mostrano i casi considerati, Yarhi-Milo sostiene che i leader tendono a fare molto affidamento sulle loro impressioni e convinzioni personali. I rapporti dell’intelligence vengono interpretati in modo selettivo, dando maggiore importanza alle infomazioni che confermano i pregiudizi e le convizioni personali dei leader. Le impressioni personali dei leader sono molto importanti e sono spesso fortemente influenzate dalle impressioni che ricavano dai loro rapporti diretti con i leader degli altri stati.

Keren Yarhi-Milo è una storica israeliana e insegna all’università di Princeton, Knowing the Adversary è il suo primo libro. In precedenza Yarhi-Milo ha lavorato alla rappresentanza di Israele presso le Nazioni Unite e nella sezione di intelligence dell’esercito israeliano.

Annunci

1 commento su “Come si valutano le intenzioni degli altri stati”

I commenti sono chiusi.