La collaborazione tra la CIA e 1000 ex nazisti

Durante l’epoca della Guerra Fredda, la CIA e l’FBI impiegarono almeno un migliaio di ex nazisti come spie e informatori, utilizzandoli per contrastare le attività dell’Unione Sovietica. In molti casi i collaboratori venivano utilizzati in una prima fase in Germania, e poi venivano trasferiti negli Stati Uniti. La notizia è stata pubblicata ieri dal New York Times, in un’anticipazione del libro di Eric Lichtblau The Nazis Next Door: How America Became a Safe Haven for Hitler’s Men, che esce oggi.

La collaborazione tra agenzie di intelligence statunitensi ed ex nazisti era nota da tempo. Ciò che non era noto era l’estensione di questa pratica, che forse fu ancora più estesa, dato che i documenti su molti altri collaboratori non sono ancora stati resi accessibili. Lichtblau ha indagato su questo rapporto di collaborazione, scoprendo tra le altre cose che la CIA e l’FBI hanno coperto i loro agenti ex nazisti fino ad anni recenti, ostacolando l’attività di ricerca e perseguimento di criminali nazisti condotta dagli organi di giustizia degli Stati Uniti.

Alcuni dei collaboratori ex nazisti della CIA erano stati figure rilevanti all’interno del Terzo Reich: uno di loro, Otto von Bolschwing, aveva lavorato ad esempio a stretto contatto con Adolf Eichmann per la pianificazione dello sterminio degli ebrei. Un altro collaboratore della CIA, Aleksandras Lileikis, era stato direttamente coinvolto nello sterminio di circa 60.000 ebrei in Lituania.

Annunci