Le novità dai processi sull’ex Jugoslavia

La Corte internazionale di giustizia oggi ha stabilito che la Serbia e la Croazia non commisero atti di genocidio l’una dei confronti dell’altra durante le guerre dell’ex Jugoslavia negli anni Novanta. La Corte ha riconosciuto che sia le forze serbe che quelle croate commisero dei gravi crimini, come uccisioni e deportazioni di massa. Tuttavia, né in un caso né nell’altro si trattò di genocidio, poiché non è stata provata la volontà specifica di sterminare l’intero popolo in questione.

L’accusa di genocidio era stata inizialmente mossa dalla Croazia contro la Serbia nel 1999. Poco dopo la Serbia reagì accusando a sua volta di genocidio la Croazia. La Serbia è stata accusata altre volte di genocidio a causa del comportamento tenuto dalle sue forze durante le guerre dell’ex Jugoslavia. Nel 2007, la Corte internazionale di giustizia aveva assolto la Serbia dall’accusa di genocidio relativamente al massacro di Srebrenica del 1995, anche se aveva riconosciuto delle sue gravi responsabilità.

Uno dei processi di appello per la strage di Srebrenica si è concluso la settimana scorsa. Il tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia ha confermato le condanne per genocidio di due ex ufficiali dell’esercito dei serbi di Bosnia, Vujadin Popovic e Ljubisa Beara. Per il massacro di Srebrenica è attualmente sotto processo anche l’ex capo di stato maggiore dell’esercito dei serbo-bosniaci Ratko Mladić, arrestato nel 2011.

Il massacro di Srebrenica fu condotto dalle forze serbo-bosniache nel luglio del 1995. In brevissimo tempo furono uccisi circa 8000 musumlmani bosniaci maschi originari della cittadina e del territorio circostante. Si è trattato del peggiore massacro avvenuto in Europa dopo la fine della Shoah.

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