L’India assomiglia all’impero austro-ungarico?

La situazione odierna dell’India ricorda molto da vicino la condizione dell’impero austro-ungarico a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. È questa la tesi sostenuta su The Diplomat dall’esperto di politica internazionale Franz-Stefan Gady, dell’EastWest Institute di New York.

In primo luogo, sia l’India che l’impero degli Asburgo sono degli enormi agglomerati multinazionali, in cui il controllo della sempre calda situazione interna è la prima preoccupazione del governo centrale. In secondo luogo, alcune sconfitte militari – le guerre d’indipendenza italiane e la guerra sino-indiana (1962) – hanno reso sia l’India che l’Austria imperiale insicure e riluttanti ad utilizzare la forza per perseguire il loro obiettivi politici. Infine, l’ultima somiglianza sta nei rapporti internazionali. Se la spina nel fianco dell’impero di Vienna era stata la Serbia, da cinquant’anni la maggior parte delle preoccupazioni di Delhi è rivolta verso il Pakistan, «la Serbia dell’India» secondo Gady.

E qui entrano in gioco gli Stati Uniti e la Cina che, seguendo ancora l’idea di Gady, potrebbero recitare il ruolo della Germania e della Russia dell’inizio del Novecento. Solo la certezza di avere un potente alleato a Berlino convinse Vienna ad agire militarmente dopo l’uccisione di Francesco Ferdinando a Sarajevo nel 1914. Ma a quel punto la Russia intervenne per aiutare il suo alleato serbo, innescando di fatto la prima guerra mondiale.

Di conseguenza, un eventuale avvicinamento tra Stati Uniti e India potrebbe spingere il governo di Delhi a inaugurare, proprio come l’Austria, una politica estera più aggressiva nei confronti dei vicini, con reazioni – specialmente da parte della Cina – impossibili da prevedere. La storia, infine, mostra che le grandi realtà multinazionali hanno spesso cercato una guerra per definire le loro identità nazionali. Anche per questo, secondo Gady gli Stati Uniti devono evitare di avvicinarsi troppo all’India.

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