Perché Tsipras chiede un risarcimento alla Germania

Nel discorso con cui domenica scorsa ha chiesto la fiducia al parlamento, il nuovo primo ministro della Grecia Alexis Tsipras ha dichiarato: «La Grecia ha un obbligo morale davanti al nostro popolo, alla storia, a tutti gli europei che hanno combattuto e dato la loro vita contro il nazismo. Il nostro obbligo storico è reclamare il prestito e le riparazioni per l’occupazione». Con questa dichiarazione, Tsipras ha annunciato l’intenzione di chiedere alla Germania il saldo dei debiti da essa contratti con la Grecia tra il 1919 e il 1945 e un risarcimento per i danni provocati dall’occupazione della Grecia da parte dell’esercito nazista durante la seconda guerra mondiale.

Come spiega Il Post, la questione del debito contratto dalla Germania nel periodo tra le due guerre fu risolta con un trattato nell’agosto 1953, sottoscritto anche dalla Grecia. Siccome la guerra fredda imponeva di non indebolire troppo la Germania occidentale, la metà del suo debito fu cancellata e delle condizioni molto favorevoli furono previste per la restituzione della rimanente metà, che infatti la Germania ha finito di rimborsare più di cinquanta anni dopo, nel 2010.

Sulla questione delle riparazioni per l’occupazione nazista non fu raggiunto un accordo, e la sua soluzione fu rimandata al momento della futura riunificazione tedesca. Al momento in cui la riunificazione avvenne nel 1990, il governo tedesco si oppose al pagamento delle riparazioni. Tuttavia, a partire dagli anni Sessanta la Germania occidentale aveva concluso degli accordi bilaterali per il pagamento di un risarcimento ad alcuni paesi. Tra questi vi era anche la Grecia, che nel 1960 ricevette 115 milioni di marchi. Tuttavia, il governo greco ritiene che quel risarcimento fosse solo parziale, e che ulteriori risarcimenti siano dovuti dalla Germania.

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