Le expo degli altri, da Bruxelles a Shanghai

Bruxelles 1958

La prima esposizione universale dopo la seconda guerra mondiale è ospitata in una città particolare, che in quell’anno diventa la sede della Comunità europea appena istituita. Nel 1958 il Belgio e gli altri paesi occidentali sono – ancora per poco – delle potenze coloniali: l’Expo di Bruxelles segna un passaggio tra il vecchio mondo eurocentrico e il nuovo mondo, più globale. Il simbolo dell’Expo di Bruxelles è l’Atomium, che rappresenta un cristallo di ferro: anch’esso un simbolo sospeso tra due mondi, tra quello dell’industria pesante avviata al declino e quello della ricerca scientifica e nucleare in pieno sviluppo.

Seattle 1962

L’Expo di Seattle viene prevalentemente dedicata ai temi aerospaziali: Seattle è la sede della Boeing, e nel 1962 la competizione spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica è particolarmente accesa – l’anno precedente il sovietico Yuri Gagarin era stato il primo uomo a volare nello spazio. I paesi comunisti non partecipano all’Expo, e il presidente Kennedy non partecipa alla cerimonia di chiusura: sono i giorni della crisi dei missili di Cuba. Il simbolo dell’Expo è la torre panoramica Space Needle.

Montreal 1967

In origine, l’esposizione universale del 1967 doveva tenersi a Mosca, per festeggiare il cinquantesimo anniversario della rivoluzione.  L’Expo invece si tiene in Canada, che festeggia il suo centenario. O meglio, l’Expo si tiene nel Québec, dove in quegli anni sta crescendo il movimento indipendentista: è proprio durante l’Expo che il presidente francese Charles De Gaulle appoggia apertamente l’indipendenza del Québec, scatendando clamore. In termini di partecipazione e risultati, quella di Montreal è l’esposizione che, nel Novecento, incontra il maggiore successo.

Osaka 1970

L’inizio degli anni Settanta segna l’inizio dell’impetuosa crescita commerciale del Giappone. L’Expo di Osaka è l’occasione per presentare al mondo il Giappone come nuova potenza economica e per sancire il superamento della sua sconfitta nella guerra mondiale (così come lo furono le Olimpiadi del 1972 per la Germania). Inizia la crescita dell’Asia: quella di Osaka è la prima esposizione universale ospitata da un paese asiatico. Il simbolo dell’Expo è la “torre del sole”.

Siviglia 1992

L’Expo del 1992 celebra il cinquecentenario della scoperta dell’America, una storia partita proprio da Siviglia e dai suoi dintorni. L’Expo di Siviglia è però anche l’occasione per celebrare il recente superamento della divisione del mondo in due blocchi contrapposti e per illudersi con la “fine della storia”. L’Expo segnala l’apparizione della Spagna sulla scena europea e internazionale, e non a caso nel 1992 la Spagna ospita anche le Olimpiadi. Del resto, pure a Montreal l’Expo aveva preceduto di poco le Olimpiadi, e l’Expo di Osaka era stata la naturale continuazione delle Olimpiadi di Tokyo.

Hannover 2000

La Germania ospita l’esposizione del millennio, a Hannover. Tranne la data, è un’esposizione meno memorabile delle altre. I temi dominanti sono quelli dell’energia e dello sviluppo sostenibile.

Shanghai 2010

Così come l’Expo di Osaka aveva presentato il Giappone come nuova potenza economica mondiale, l’Expo di Shanghai presenta la Cina come nuova potenza. E come accaduto per il Giappone, l’esposizione universale segue di poco le Olimpiadi. È un’esposizione da record da molti punti di vista: dimensioni, costi, numero di partecipanti e numero di visitatori.  Il tema dominante è quello delle città, del loro sviluppo e del loro governo.

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