Una guerra nucleare (quasi) scatenata da un computer

Il 9 novembre 1979 il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Zbigniew Brzezinski, venne svegliato da una telefonata. Secondo il Comando di difesa aerospaziale NORAD, l’Unione sovietica aveva appena lanciato 250 missili nucleari contro gli Stati Uniti. In una seconda telefonata, i missili erano divenuti 2.200. «Nel giro di mezz’ora io, i miei cari, Washington e la maggior parte dell’America avremmo cessato di esistere», ha raccontato Brzezinski.

Furono preparati gli aerei che avrebbero dovuto lanciare il contrattacco nucleare contro l’Unione sovietica e l’aereo su cui avrebbe dovuto trovare rifugio il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, prima di rassegnarsi alla catastrofe e lanciare il contrattacco, Brzezinski attese un’ulteriore conferma, che non arrivò. Nonostante le segnalazioni del NORAD, gli altri sistemi di sicurezza non rilevavano tracce di un attacco sovietico in corso.

Come racconta Matt Novak su Gizmodo, si scoprì poi che il falso allarme era stato prodotto dallo stesso NORAD: era stata lanciata una simulazione informatica di un attacco sovietico, che era stata presa per vera. Per evitare il ripetersi di simili incidenti, in seguito la rete su cui il NORAD conduceva le sue simulazioni venne separata dalla rete utilizzata per rilevare le minacce reali. Tuttavia, continuarono a verificarsi degli altri falsi allarmi di attacco nucleare.

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