Perché c’è un rapporto speciale tra Italia e Libia

In Libia è attualmente in corso una guerra civile e nei giorni scorsi il governo italiano ha dichiarato di volere giocare un ruolo da protagonista nella gestione della crisi. Il protagonismo italiano non dipende solo dalla vicinanza geogafica e dai legami energetici tra Italia e Libia, ma anche dall’eredità dei rapporti tra i due paesi nello scorso secolo.

L’attenzione italiana nei confronti della Libia risale ai primi anni del Novecento, quando, entrata ormai la Tunisia nell’orbita francese, gli imperialisti italiani videro nella Libia – controllata dall’impero ottomano – la naturale “quarta sponda” italiana in Africa. Nel 1911 fu il governo di Giovanni Giolitti a lanciare la sua conquista militare, che già l’anno dopo, con il trattato di Losanna, poteva dirsi conclusa. Tuttavia, il dominio completo dell’Italia sulla Cirenaica e la Tripolitania divenne effettivo solo nel 1931, quando le truppe fasciste sconfissero l’agguerrita resistenza guidata da Omar al-Mukhtar.

L’arresto di Omar al-Mukhtar a Bengasi il 15 settembre 1931 (da Wikipedia).

La Libia divenne quindi per l’Italia la prima colonia e il primo “posto al sole” in Africa, nonché l’ideale riscatto dopo la disastrosa sconfitta subita ad Adua nel 1896. Il dominio italiano sulla Libia durò fino alla seconda guerra mondiale: la sconfitta dell’Italia nella guerra comportò anche la perdita delle colonie. La Libia divenne formalmente indipendente nel 1951, ma il nuovo regno di Libia mantenne dei buoni rapporti con l’Italia.

Nel 1956 i due paesi firmarono un trattato che avrebbe dovuto chiudere qualsiasi pendenza legata all’esperienza coloniale: l’Italia accettava il passaggio di proprietà di tutte le infrastrutture costruite dagli italiani in Libia e ripagava i danni dell’occupazione, mentre la Libia assumeva la responsabilità per i contributi previdenziali degli italo-libici. Negli anni Cinquanta e Sessanta vivevano infatti in Libia circa ventimila italiani, che costituivano l’élite amministrativa e soprattutto economica del paese.

Fu nel 1954 che vennero scoperti dei ricchi giacimenti petroliferi, che cominciarono a essere sfruttati nel 1963. Divenne possibile un discreto sviluppo economico della Libia, che cominciò a trasformarsi in un rentier state. Con l’ascesa al potere del colonnello Mu’ammar Gheddafi nel 1969 i rapporti italo-libici divennero però più complicati. Gheddafi utilizzò l’anti-italianismo per rafforzare la coesione nazionale: l’accordo del 1956 fu di fatto stracciato, fu istituita una “giornata della vendetta” nei confronti dell’Italia, e nel 1970 gli italiani di Libia furono privati dei loro beni ed espulsi dal paese.

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