L’Iran è pericoloso come la Germania nazista?

Sulla questione del nucleare iraniano abbiamo opinioni diverse perché ci rifacciamo a modelli storici diversi, sostiene il giornalista americano James Fallows sull’Atlantic: «le differenze sulla politica sull’Iran corrispondono alle risposte che si danno a questa semplice domanda: se il mondo del 2015 sia fondamentalmente simile a, oppure diverso da, il mondo del 1938». Da parecchi anni l’Iran sta portando avanti un programma nucleare, e la possibilità che utilizzi le sue risorse per produrre armi atomiche preoccupa tra gli altri gli occidentali e Israele.

Un negoziato multilaterale con l’Iran è in corso da tempo, ma alcuni lo criticano duramente e il suo successo non è garantito. Da un lato ci sono quelli – come anche recentemente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu – che si oppongono alla strategia del dialogo perché pensano che l’Iran sia un paese con cui non si possa proprio negoziare, così come non lo era la Germania nazista. Dall’altro lato ci sono quelli che invece pensano che un compromesso sul nucleare iraniano sia possibile e utile, e che il paragone tra l’Iran e la Germania nazista sia fuori luogo.

Netanyahu in passato ha precisamente affermato che «è il 1938 e l’Iran è la Germania». Se si applica alla situazione attuale quel modello storico, ne discendono direttamente una serie di conclusioni, come spiega Fallows. L’esistenza stessa dell’Iran costituisce una minaccia per il resto del mondo, e in modo particolare per Israele. Non c’è possibilità di scendere a patti con l’Iran: l’unica possibilità è fermarlo, ogni altro tentativo è mero appeasement che fa perdere tempo e aumentare il pericolo. Il fallimento dei negoziati è senz’altro preferibile alla conclusione di un compromesso simile all’accordo di Monaco del 1938.

Secondo Fallows, i negoziati invece non vanno interrotti e il paragone tra l’Iran e la Germania nazista è sbagliato. Nel 1938 la Germania era molto più ricca e potente di quanto non sia oggi l’Iran, e gli ebrei erano molto più deboli e vulnerabili di quanto non sia oggi Israele. Il governo nazista era violentemente espansionista e trascinò il mondo in guerra nel giro di pochi anni, mentre il governo iraniano non l’ha fatto. Infine, il mondo del 1938 non aveva ancora conosciuto le bombe nucleari: la consapevolezza del rischio oggi è molto diversa.

Fallow sostiene che sia più utile ispirarsi ad altri modelli storici, come quello del dialogo tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica durante la guerra fredda, oppure quello del dialogo tra gli Stati Uniti e la Cina a partire dagli anni Settanta. L’Iran andrebbe insomma trattato come «un altro stato problematico, piuttosto che come una minaccia di carattere eccezionale, simile a quella nazista».

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