La prima passeggiata nello spazio, cinquant’anni fa

«Tutto era nero come l’inchiostro, le stelle erano ovunque e la luce del Sole era così forte che non riuscivo a sopportarla». Era il 18 marzo del 1965. A distanza di cinquantanni, l’ex cosmonauta russo Aleksej Leonov, ormai ottantenne, ha ricordato così in un’intervista al quotidiano britannico The Guardian la sua passeggiata spaziale, la prima mai compiuta da un uomo.

Leonov è rimasto nello spazio a cinquecento chilometri di altezza per dodici minuti, legato con un cavo di 4,5 metri alla navicella Voschod 2, dove lo attendeva il suo compagno di missione Pavel Beljaev. Anche se la propaganda sovietica descriverà la missione come un completo successo, entrambi gli uomini hanno rischiato più volte la vita. Durante l’escursione, la tuta di Leonov si è gonfiata a causa della pressione, impedendo così al cosmonauta di rientrare nella navicella: solo l’espulsione di quasi tutto l’ossigeno ha permesso a Leonov di sgonfiare la tuta e rientrare nella Voschod. La passeggiata spaziale è stata così faticosa che in dodici minuti il cosmonauta ha perso sei chili di peso.

Leonov durante la sua passeggiata spaziale

Leonov e Beljaev hanno incontrato problemi anche durante il ritorno sulla Terra: a causa di un guasto al sistema automatico di rientro della Voschod, i due sono stati costretti a pilotare manualmente la navicella, atterrando rovinosamente tra le foreste degli Urali, a duemila chilometri dal punto stabilito. Al Guardian Leonov ha raccontato: «Aspettammo i soccorsi nella foresta per tre giorni, mentre la radio e la tv sovietica giustificarono la nostra assenza dicendo che eravamo già in vacanza dopo il volo».

Una volta rientrati in Unione Sovietica i due cosmonauti sono diventati – come era già accaduto a Yuri Gagarin – degli eroi. Leonov, in particolare, ha continuato la sua carriera di cosmonauta partecipando prima al programma lunare sovietico e poi, nel 1975, comandando un’altra storica missione, la Soyuz 19, il primo volo spaziale congiunto sovietico-americano.

Nella storia della corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica, la passeggiata di Leonov fu il terzo smacco subito dagli americani. Dopo il primo satellite (lo Sputnik nel 1957) e il primo uomo nello spazo (Gagarin nel 1961), i sovietici erano riusciti a battere gli americani sul tempo anche sull’attività extra-veicolare, riuscendo a far camminare Leonov nello spazio tre mesi prima dell’astronauta statunitense Edward White.

L’impresa di Leonov fu però l’ultima grande vittoria sovietica: l’ennesima sconfitta spinse gli americani a intensificare gli sforzi per la missione Apollo che, nonostante i primi fallimenti (lo stesso White è morto nel 1967 durante i test dell’Apollo 1), riuscì a raggiungere la Luna il 20 giugno 1969.

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