Come siamo messi col riconoscimento della Palestina

Da oggi, la Palestina fa parte della Corte penale internazionale. Ha quindi la possibilità di citare in giudizio Israele per crimini di guerra o per la costruzione di colonie in Cisgiordania. La Corte fu istituita a Roma nel 1998 e oggi conta 123 stati membri; è il primo tribunale internazionale permanente dedicato alla persecuzione dei crimini di guerra.

L’ammissione della Palestina alla Corte penale internazionale è stata resa possibile dal riconoscimento della Palestina come stato da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, avvenuto nel novembre 2012. La Palestina fu riconosciuta come stato “osservatore” dell’Onu, non come stato membro a pieno titolo. Per diventare membri a pieno titolo è infatti necessario il consenso di tutti e cinque gli stati membri del Consiglio di sicurezza – uno dei quali sono gli Stati Uniti, che sono contrari all’ammissione della Palestina all’Onu. Il voto alle Nazioni Unite del 2012 fu comunque importante perché stabilì che per la grande maggioranza dei paesi del mondo la Palestina andava considerata come uno stato. In precedenza, l’Onu considerava la Palestina solamente come “un’entità”. E le entità non possono aderire alla Corte penale internazionale, mentre gli stati sì.

L’Assemblea generale dell’Onu riconobbe il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla sovranità già nel 1974, e in quell’occasione ammise come osservatore l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. L’OLP era riconosciuta come il solo rappresentante del popolo palestinese, ma non era formalmente uno stato. Il 15 novembre 1988 l’OLP proclamò la costituzione dello stato palestinese, che venne riconosciuto nel giro di pochi mesi da quasi tutti i paesi del blocco sovietico e in via di sviluppo.

La Palestina cercò di essere ammessa nelle varie agenzie delle Nazioni Unite, ma i suoi tentativi furono ostacolato dagli Stati Uniti, che minacciarono di tagliare i finanziamenti alle organizzazioni che avessero ammesso la Palestina. Nel 2011 l’Unesco infatti la ammise, e gli Stati Uniti tagliarono i finanziamenti. Ufficialmente, sia Israele che gli Stati Uniti sono favorevoli alla costituzione di uno stato palestinese. Tuttavia, sostengono che essa potrà avvenire solo al termine del processo di pace con Israele, e dunque in presenza di precise garanzie e contropartite per Israele.

Con gli accordi israelo-palestinesi di Oslo del settembre 1993 fu costituita l’Autorità nazionale palestinese, che veniva dotata di poteri di governo, ma che non era considerata come uno stato né da Israele né dagli altri paesi occidentali. Ritenendo troppo scarse le possibilità di concludere un accordo di pace, negli ultimi anni il governo palestinese ha puntato alla ricerca di un riconoscimento internazionale anche contro la volontà del governo israeliano. Quando l’Assemblea generale dell’Onu riconobbe la Palestina come stato nel 2012, furono solo in nove i paesi che votarono contro. L’Italia e circa metà degli stati dell’Unione europea votarono a favore.

Nell’Unione europea, la Palestina è riconosciuta come stato dai paesi dell’Europa centro-orientale, che l’avevano riconosciuta già nel 1988-89. Il 30 ottobre scorso la Svezia è diventata il primo stato membro dell’Unione europea a riconoscere lo stato palestinese. Nell’autunno 2014 anche i parlamenti di Regno Unito, Spagna, Francia e Irlanda si sono pronunciati a favore del riconoscimento della Palestina. Il riconoscimento è stato appoggiato anche dal Parlamento europeo e dal parlamento italiano il 27 febbraio scorso. Tuttavia, le mozioni parlamentari non sono sufficienti: serve un’iniziativa diplomatica da parte dei governi.

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