Trent’anni di allarmismi sul nucleare iraniano

Sono circa trent’anni che osservatori e politici occidentali avvertono che l’Iran può costruire la sua prima bomba atomica nel giro di pochi mesi, al più un paio d’anni. Nonostante questi allarmi, negli ultimi trent’anni l’Iran non ha costruito nessuna bomba atomica, e ha abbandonato il suo programma nucleare nel 2003. Dal 1968 l’Iran è uno stato firmatario del trattato sulla non-proliferazione nucleare, e il suo governo proclama di essere interessato solo alla produzione di energia nucleare per scopi pacifici.

Sull’Atlantic Micah Zenko prende un po’ in giro gli allarmismi occidentali e segnala un pezzo pubblicato da Opinio Juris nel 2013, in cui sono elencati i principali esempi di previsioni sbagliate sulla capacità iraniana di dotarsi in breve tempo dell’arma nucleare. Già nel 1984 c’era chi ammoniva che il processo iraniano di produzione della bomba «stesse entrando i suoi stadi conclusivi». Nel 1992 il parlamentare israeliano Benjamin Netanyahu – che nel frattempo è diventato Primo ministro – avvertiva che l’Iran avrebbe potuto costruire la bomba entro i successivi tre o cinque anni, e nel 2006 il Dipartimento di stato americano aveva ridotto addirittura a sedici giorni l’intervallo di tempo necessario all’Iran.

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