6 film sul genocidio degli armeni

Il genocidio degli armeni accadde cento anni fa, eppure in tutti questi decenni sono stati pochissimi i film dedicati a quella storia – ad eccezione del cinema armeno, che però non viene quasi mai doppiato e distribuito all’estero. I genocidi sono vicende incommensurabili, di cui non ha senso fare classifiche: però l’attenzione riscossa dal genocidio armeno nel cinema è di molto inferiore a quella di altri genocidi, a partire dalla Shoah. È in gran parte un’attenzione recente, che si accompagna col crescente riconoscimento storico e politico del genocidio armeno avvenuto nell’ultimo decennio.

Il più antico film sul genocidio – di cui sono giunti a noi solo alcuni frammenti – è Ravished Armenia (noto anche come Auction of Souls), un film muto americano del 1919. Venne tratto dall’omonimo libro di memorie di Aurora Mardiganian, un’armena sopravvissuta al massacro, che recita sé stessa nel film.

Uno dei più famosi registi di origine armena è Henri Verneuil, come molti rifugiato in Francia con la famiglia dopo il genocidio.  Dopo essersi affermato come uno dei principali registi del cinema francese, alla fine della sua carriera Verneuil girò due film autobiografici. Nel primo, Mayrig (1991), si racconta la fuga della famiglia del regista dal genocidio e il loro arrivo in Francia. La madre dell’autore è interpretata da Claudia Cardinale.

Dopo Verneuil, nel 2002 fu un altro regista di origine armena e di fama internazionale a dedicare un film al massacro degli armeni. Il regista canadese Atom Egoyan girò Ararat – Il monte dell’Arca, un film ambientato negli anni Duemila, ma legato direttamente al genocidio: il giovane protagonista lavora a un film su di esso e si reca in Armenia per scoprire la storia dei suoi antenati. A interpretare il ruolo del regista di questo film nel film è uno dei più celebri personaggi di origine armena, il cantante francese Charles Aznavour.

Se si escludono gli autori armeni, il primo grande film dedicato al genocidio armeno fu La masseria delle allodole, girato nel 2007 da Paolo e Vittorio Taviani a partire dall’omonimo libro di Antonia Arslan. Grazie alla produzione e al cast internazionali, al successo di pubblico e alla centralità della vicenda del genocidio nel film, La masseria delle allodole è senz’altro la principale opera dedicata dal cinema europeo alla vicenda del massacro degli armeni.

Film-documentario, Le fils du marchand d’olives è stato girato nel 2012 da Mathieu Zeitindjioglou. Assieme alla moglie, il regista s’è recato in Armenia per scoprire la storia del nonno, scampato al genocidio del 1915. Il film mescola interviste, diario di viaggio e sequenze di animazione.

Lo scorso anno Fatih Akin, regista della Sposa turca, ha presentato al festival del cinema di Venezia Il padre (titolo originale The Cut). Akin è un regista tedesco di origine turca, eppure la storia raccontata nel Padre è la storia di alcune vittime del genocidio armeno, che la Turchia continua a negare. Sopravvissuto al massacro, il padre protagonista del film si mette alla ricerca delle figlie.

Fonte dell’immagine: Film Italia

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