Gli altri terremoti in Nepal, dal Medioevo in poi

Il Nepal è un piccolo paese incastrato tra India e Cina. Ha una storia lunga e affascinante, durante la quale è stato più volte colpito da terremoti. Il suo territorio è quasi interamente occupato dalla catena montuosa dell’Himalaya: geologicamente in quel luogo la placca del subcontinente indiano si unisce a quella eurasiatica. È la spinta della placca indiana verso quella eurasiatica a causare questi terribili terremoti.

Il primo terremoto di cui si ha conoscenza è del 1255, che causò 30.000 morti, tra i quali il re Abhaya Malla. In quegli anni il Nepal non era uno stato unitario, ma era diviso in molti regni controllati da famiglie nobili, spesso in guerra fra loro, e con famiglie che riuscivano a costruirsi un’egemonia su intere valli del paese. Durante il periodo che viene definito il medioevo nepalese, che durò all’incirca dal 750 al 1750, il Nepal venne colpito da diversi terremoti tra i quali quelli del 1408 e del 1681, che causarono molti morti.  L’unificazione del paese, avvenuta con l’espansione del regno governato dalla famiglia Shah – che ha regnato sul Nepal fino al 2007, quando il paese è diventato una repubblica – si concluse nel 1768. Solo un anno prima, un terremoto aveva colpito la valle di Kathmandu.

A partire dall’Ottocento, grazie a tecnologie sempre migliori di registrazione e rilevazione, si hanno notizie più certe sui terremoti. Il primo a essere rilevato è del 26 agosto 1833: fu di magnitudo 7.7, uccise 500 persone e venne percepito anche a Delhi che Calcutta. Poco più di trenta anni dopo, il 23 maggio 1866, un altro terremoto di magnitudo 7.0, che fortunatamente non fece danni. Ancora nel 1916 la terra tremò violentemente, magnitudo 7.1.

Ma il terremoto tristemente più celebre è quello del 1934. Era il 15 gennaio, quando il terremoto, di magnitudo 8.0, colpì ancora una volta la valle di Kathmandu. Causò tra i 16.000 e e i 17.000 morti, e le scosse di assestamento durarono per due settimane. I sopravvissuti si trovarono a vivere in accampamenti nel freddo inverno nepalese. Fino a oggi era il secondo terremoto più grave della storia del Nepal, dopo quello del 1255, ed era ricordato come “Il Terremoto”, the Big One.

Forse anche grazie ai moderni sistemi di rilevazione, il Novecento pare essere il secolo con il maggior numero di terremoti in Nepal. Oltre a quelli del ’16 e del ’34, ve ne furono di forti nel 1936 e nel 1954, e quattro durante gli anni Sessanta. Fortunatamente nessuno di questi eventi causò morti. Nel 1980 e nel 1988 i terremoti tornarono a uccidere, 200 persone nel primo caso e 900 nel secondo, nonostante fossero di magnitudo inferiore ad altri – 6.8 in entrambi i casi. Nel 1991 un terremoto di magnitudo 6.2 non fece morti.

Infine, il terremoto di qualche giorno fa, che è della stessa intensità di quello del 1934. Nel 70° anniversario del terremoto del ’34, il Nepali Times aveva pubblicato un articolo in memoria del tragico evento. In questo articolo non vi sono solo ricordi di quanto accadde in quell’anno. Consci del fatto che il loro paese è ad alto rischio sismico, i nepalesi sapevano di doversi aspettare un altro, grave, terremoto. Così si legge nell’articolo:

Le registrazioni storiche mostrano che Kathmandu viene colpita da terremoti come quello del 1934 ogni 75 anni. Quindi il prossimo potrebbe letteralmente essere uno di questi giorni. Ma gli esperti hanno scoperto che c’è un pericolo ancora più grave di un grande terremoto nel centro del Nepal, che potrebbe rilasciare energia tettonica come non è mai accaduto negli ultimi 200 anni e che questo massiccio terremoto può colpire in qualunque momento.

Fonte dell’immagine: History’s Shadow

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