Ha senso confrontare la seconda guerra mondiale con l’attualità?

«Il settantesimo anniversario della vittoria in Europa è un buon momento per abbandonare i confronti con la seconda guerra mondiale. Le memorie della guerra hanno influenzato le nostre risposte a qualsiasi cosa, dai vietcong ai jihadisti europei di oggi. Ma l’analogia non funziona quasi mai. Spesso ci ha condotti a errori costosi». Così sostiene Simon Kuper sul Financial Times.

Secondo Kuper la tendenza a paragonare aspetti dell’attualità con il nazismo o con la Shoah è stata ormai superata, anche se ci sono delle eccezioni. Si continua invece spesso a usare come termine di paragone la conferenza di Monaco del 1938, o meglio la politica dell’appeasement verso la Germania nazista che fu adottata dal governo britannico e francese in quell’occasione. Ad esempio, la politica occidentale nei confronti del nucleare iraniano è spesso paragonata a Monaco, così come lo era la politica di distensione con l’Unione sovietica durante la guerra fredda. Negli scorsi decenni, l’appeasement di Monaco è stato usato come modello negativo per giustificare offensive militari come quelle in Corea, Vietnam e Iraq.

Il problema dei paragoni tra l’attualità e la conferenza di Monaco è che quest’ultima viene interpretata spesso in maniera parziale e strumentale. Secondo Kuper, il problema di Monaco non fu la politica di appeasement in sé: fu che l’appeasement si rivolgeva a un leader come Adolf Hitler, che non aveva nessuna intenzione di ridimensionare le proprie ambizioni e che disponeva di un’impressionante capacità militare utile per perseguirle – ma non è sempre questo il caso.

«Sono in particolare gli americani che tendono a vedere l’Europa contemporanea attraverso il prisma della seconda guerra mondiale», perché, come sosteneva lo storico britannico Tony Judt, «è il solo periodo della storia europea che è ancora ampiamente conosciuto negli Stati Uniti». E così in America si tende a paragonare gli attacchi islamisti contro gli ebrei in Europa alle persecuzioni naziste – ma ci sono grandi differenze, e il parallelo aiuta poco a comprendere l’attualità. Tuttavia, Kuper sostiene che le analogie con i fatti della seconda guerra mondiale stiano pian piano scomparendo, e che il termine storico di paragone più usato sia ormai la guerra in Iraq.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...