9 film sull’Italia nella prima guerra mondiale

Cento anni fa l’Italia entrava nella prima guerra mondiale. In questo secolo, il cinema italiano non ha rivolto una grande attenzione a quel conflitto – e tra i film che pure gli sono stati dedicati non ve ne sono moltissimi di memorabili. Incomparabilmente più numerosi sono stati invece i film italiani dedicati alla seconda guerra mondiale. Questa diversa attenzione rispecchia il fatto che la Grande guerra in fondo investì direttamente solo una piccola parte dell’Italia, il Nord-Est.

Un’altra ragione per cui la Grande guerra non fu particolarmente celebrata dal cinema italiano, è che c’era poco da celebrare: l’esercito italiano non fu molto vittorioso, ma nei decenni successivi al conflitto era difficile parlare dei suoi limiti. Non è un caso che i film migliori sulla prima guerra mondiale (La Grande guerra di Mario Monicelli e Uomini contro di Francesco Rosi) siano stati girati quando ormai era diventato possibile mettere apertamente in discussione la retorica militaresca e nazionalista.

Uno dei primi film italiani sulla Grande guerra fu girato proprio durante il conflitto. La guerra e il sogno di Momi è un film muto, che racconta le fantasticherie di un bambino il cui padre è andato in guerra, ricorrendo anche a degli effetti speciali. Il film fu girato dal regista spagnolo Segundo de Chomón, uno dei pioneri della storia del cinema. Chomón aveva collaborato anche a uno degli altri primi film italiani sulla Grande guerra, Maciste alpino (1916).

Tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Monelli, Le scarpe al sole, girato da Marco Elter, racconta le vicende di tre soldati italiani impegnati sul fronte trentino durante la guerra. Uscito in piena epoca fascista, al festival di Venezia del 1935 il film venne premiato dal regime per il suo messaggio patriottico.

I caimani del Piave erano un corpo speciale dell’esercito italiano, attivo durante la prima guerra mondiale. La storia raccontata nel Caimano del Piave, girato da Giorgio Bianchi nel 1951, è una storia di spionaggio dei veneti ai danni degli austriaci, che avevano occupato la loro regione dopo la disfatta di Caporetto. Nonostante il taglio melodrammatico, il film presenta anche delle influenze neorealiste. Il protagonista è interpretato da Gino Cervi.

La storia raccontata nei Cinque dell’Adamello parte da una notizia di cronaca, il ritrovamento delle salme di cinque alpini sul monte Adamello. I cinque erano morti travolti da una valanga durante una missione militare nella prima guerra mondiale. Nel film, girato da Pino Mercanti nel 1954, si raccontano le vicende dei cinque soldati.

La grande guerra di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, è senz’altro il più famoso film italiano sulla prima guerra mondiale. Girato nel 1959, La grande guerra si stacca dalla tradizione dei film patriottici e nazionalisti, mettendo in luce anche le ambiguità del conflitto, i dubbi e i sentimenti dei singoli soldati, il carattere meno eroico e più tragico della guerra. Il film vinse il Leone d’oro al festival di Venezia.

Scritto da Ermanno Olmi assime a Mario Rigoni Stern e Tullio Kezich, I recuperanti era un film per la televisione, uscì nel 1970. Il film è ambientato sull’altopiano di Asiago dopo la fine della guerra: i protagonisti si guadagnano appunto da vivere recuperando residuati bellici in montagna e rivendendoli.

Uomini contro: Francesco Rosi era il regista, Gian Maria Volontè l’attore protagonista, Un anno sull’altopiano il romanzo a cui era ispirato il soggetto. Il film uscì nel 1971 e suscitò una serie di polemiche a causa del suo messaggio antiautoritario. L’insensatezza di molti comandi militari veniva evidenziata, e veniva denunciata la scarsa considerazione in cui erano tenute le vite dei soldati italiani da parte dei dirigenti dell’esercito.

Commedia leggera di Pasquale Festa Campanile con Renato Pozzetto come protagonista, Porca vacca uscì nel 1982. La storia è quella di un renitente alla leva, che alla fine viene spedito al fronte, ma si ritrova in una serie di situazioni comiche.

Girato nel 2014 da Ermanno Olmi sull’altopiano di Asiago, dove il regista vive, Torneranno i prati racconta l’esperienza della guerra di trincea sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale.

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