6 film su Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte è uno dei personaggi storici più rappresentati al cinema: l’ascesa del giovane ufficiale corso alla soglia imperiale francese, la rovinosa caduta di Waterloo e l’esilio a Sant’Elena hanno ispirato centinaia di film, non tutti però di grande qualità cinematografica.

Difatti in numerose pellicole Napoleone è ridotto a caricatura di sé stesso e ne sono mostrati solamente alcuni aspetti privati e caratteriali: gli amori, i tradimenti, le manie di grandezza. Nella maggior parte dei casi si tratta per lo più di invenzioni cinematografiche, che poco hanno a che fare con la veridicità storica. Per il cinema Napoleone Bonaparte è stato – e continua ad essere –  il modello di riferimento del dittatore, dell’uomo solo al comando, e proprio per questo se ne sono sottolineate le supposte debolezze, gli errori e le idiosincrasie.

L’esordio al cinema di Napoleone comincia ai tempi del muto, quando vennero girati diversi film sulle vicende dell’imperatore. Tra questi Napoléon del francese Abel Gance (1927) è probabilmente il più famoso ed è considerato ancora oggi una delle migliori pellicole sull’argomento. Gance era un grande ammiratore di Bonaparte e scelse di raccontarne la vita dall’ingresso da adolescente nella scuola militare di Brienne nel 1781 fino alla campagna d’Italia del 1796. Napoléon è un film visionario e sperimentale, specialmente da punto di vista tecnico, tanto che fu poco rappresentato nelle sale poiché pochi cinema avevano proiettori adatti alla pellicola.

Del 1937 è invece Maria Walewska (o Conquest), di Clarence Brown, che inaugura il filone dei film d’amore con protagonista Napoleone. La pellicola è tratta da un romanzo di Waclaw Gasiorowski e racconta l’amore tra la contessa polacca Maria Walewska, interpretata da Greta Garbo, e l’imperatore francese, interpretato da Charles Boyer. Il film si concentra sulle vicende amorose della coppia e tralascia quasi completamente le vicende politiche e militari del biennio 1805-1807, periodo in cui la pellicola è ambientata.

Di ben altro spessore storico è Waterloo di Sergej Bondarčuk del 1970. Il film racconta gli ultimi cento giorni dell’imperatore e si sofferma con dovizia di particolari sulla celebre battaglia, ricostruita con precisione maniacale. Per le riprese degli scontri furono utilizzate sedicimila comparse russe addestrate per mesi alle manovre militari, e l’intera piana di Waterloo fu artificialmente ricostruita in Ucraina con l’abbattimento di cinquemila alberi e lo sbancamento di due colline.

Un numero consistente di film si concentra sulla fase finale della vita dell’imperatore, raccontando  l’esilio all’isola d’Elba o a Sant’Elena. Tra questi N – Io e Napoleone di Paolo Virzì del 2006, tratto dal romanzo N di Ernesto Ferraro. La pellicola, pur concedendosi qualche libertà storica, ricostruisce in maniera convincente i dieci mesi dell’esilio di Napoleone sull’isola d’Elba e racconta il complicato rapporto tra l’imperatore e un bibliotecario intenzionato ad ucciderlo per vendicare tutti i giovani europei morti a causa delle sue guerre di conquista.    

Dall’esilio di Sant’Elena prende invece le mosse I vestiti nuovi dell’imperatore (2001) di Alan Taylor. Il film riprende un vecchio mito popolare francese e immagina che Napoleone (interpretato da Ian Holm) sia fuggito da Sant’Elena – dopo aver lasciato sull’isola un sosia – e abbia fatto ritorno in Francia per riprendersi il potere. Una volta giunto a Parigi però, Napoleone s’innamora di una vedova e decide di rinunciare a qualsiasi nuova impresa, abbandonandosi agli affetti e alla vita familiare a cui aveva sempre rinunciato da giovane.

Numerosi sono anche i film ambientati in età napoleonica in cui l’imperatore è soltanto una figura, comunque determinante, di sfondo. Tra questi I duellanti di Ridley Scott del 1977, tratto da un racconto di Joseph Conrad, è indubbiamente l’esempio più convincente. Keith Carradine e Harvey Keitel sono due ufficiali francesi provenienti da estrazioni sociali diverse – nobile il primo, di umili origini il secondo – che si sfidano a ripetizione durante tutta l’epoca napoleonica. La fine dell’imperatore sarà anche la fine del loro scontro e segnerà, in maniera opposta, il loro destino.

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