9 film sulla guerra in Bosnia

Vent’anni fa, l’11 luglio 1995, si consumava il massacro di Srebrenica in Bosnia, la più grave strage di civili in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Circa 8.000 cittadini bosgnacchi furono uccisi da truppe serbo-bosniache guidate da Ratko Mladić, che è stato arrestato nel 2011. In Bosnia Erzegovina si combatté tra l’inizio del 1992 e la fine del 1995; sulla guerra sono stati girati numerosi film, soprattutto da parte di autori bosniaci e dei paesi confinanti, ma solo una piccola parte di loro ha ottenuto una distribuzione internazionale.

Uno dei pochi film sulle fasi iniziali della guerra in Bosnia è La vita è un miracolo, girato nel 2004 dal più famoso tra i registi della regione, il serbo di origine bosniaca Emir Kusturica. La storia è quella di una famiglia serba, insediatasi in Bosnia perché il padre lavora alla nuova ferrovia costruita tra Serbia e Bosnia. La vita della famiglia cambia con lo scoppio della guerra: la moglie scappa di casa, il figlio finisce prigioniero, il marito si innamora di una giovane bosgnacca presa come ostaggio.

Oltre al massacro di Srebenica, uno degli aspetti più gravi della guerra in Bosnia fu l’assedio di Sarajevo, durato quasi quattro anni. Uno dei film sull’assedio è Benvenuti a Sarajevo, girato nel 1997 da Michael Winterbottom. Il punto di vista è quello di un giornalista inglese inviato in città durante la guerra, e la storia è incentrata sulla sua scelta di adottare una ragazzina bosgnacca e sulle difficoltà che incontra per farlo.

Probabilmente il film più famoso sulla guerra in Bosnia, No Man’s Land (2001) di Danis Tanović vinse sia l’Oscar che il Golden Globe come miglior film straniero. La storia si svolge quasi interamente in una trincea collocata nella terra di nessuno tra le linee serbe-bosniache e quelle bosgnacche. Tre uomini nemici vi si trovano bloccati e si minacciano a vicenda; l’intervento dei caschi blu delle Nazioni Unite non è risolutivo.

Anche se gran parte dei film sulla guerra di Bosnia è stata realizzata da autori della regione, le vicende dell’ex Jugoslavia hanno attratto anche l’attenzione di Hollywood. Oltre a due film d’azione molto attaccati dalla critica (Dietro le linee nemiche e Killing Season), le vicende della guerra sono state trattate da Angelina Jolie nel suo film di debutto come regista, Nella terra del sangue e del miele (2011). La storia raccontata nel film è quella di un amore tra una ragazza bosgnacca prigioniera di guerra e un soldato serbo-bosniaco.

Beautiful People è una commedia di Jasmin Dizda del 1999, premiata al festival di Cannes. Il film non è ambientato in Bosnia ma a Londra, però è stato girato da un regista bosniaco e le vicende che racconta sono legate a quelle della guerra in Bosnia. I protagonisti sono perlopiù inglesi; ciascuno di loro viene toccato personalmente dal conflitto jugoslavo, in diversi modi.

Premiato al festival di Roma del 2008, Resolution 819 di Giacomo Battiato è uno dei pochi film dedicati specificatamente alla strage di Srebrenica e alle sue conseguenze. Il protagonista è un poliziotto francese, inviato dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia a Srebrenica poco dopo la caduta della cittadina. Il suo incarico è quello di indagare sul presunto massacro e di raccogliere prove a riguardo.

Altro film legato alla ricerca dei responsabili dei crimini di guerra in Bosnia, The Hunting Party è un film americano del 2007 diretto da Richard Shepard. Il protagonista è un giornalista statunitense, già corrispondente dalla Bosnia durante la guerra, che si mette alla ricerca di uno dei criminali di guerra serbo-bosniaci ancora latitanti. Intervengono altri giornalisti e degli agenti dei servizi segreti, ma alla fine il criminale viene catturato.

Una delle principali registe bosniache è Aida Begić, che nei suoi film riflette spesso sulla guerra in Bosnia e sulle sue conseguenze. Snow fu premiato a Cannes nel 2008 ed è ambientato nel 1997 in un villaggio bosniaco, abitato ormai solo dalle donne sopravvissute al conflitto. Molti dei loro cari sono sepolti in una fossa comune, che viene loro indicata.

Altro film che riflette sulle conseguenze della guerra, soprattutto sulle donne sopravvissute, è Il segreto di Esma, girato dalla regista bosniaca Jasmila Žbanić e vincitore dell’Orso d’oro a Berlino nel 2006. La protagonista del film è una donna bosgnacca di Sarajevo, che venne stuprata dai serbo-bosniaci durante la guerra. Dallo stupro nacque una figlia, a cui nel corso del film viene svelata la propria storia.

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