Le canzoni del movimento per i diritti civili negli USA / 2

Ronald Reagan venne eletto presidente degli Stati Uniti nel 1980 con un chiaro programma: quello di riportare il paese alla normalità, dal punto di vista conservatore, dopo gli eccessi dei decenni precedenti. Era ora di rimettere al proprio posto ciò che era stato stravolto. Ma nonostante questo pare che i diritti conquistati dai neri con il loro lungo ciclo di lotte stiano cominciando a dare i loro frutti. Si avverte una maggiore equità sociale che permette ai neri di raggiungere traguardi prima insperati. Sono avvenimenti di costume, ancorché molto significativi, come l’elezione della prima Miss America nera nel 1984; musicali, come l’introduzione di Chuck Berry, Ray Charles, James Brown, Sam Cooke e Little Richard nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1986. Ma sono anche avvenimenti politici rilevanti come l’elezione, nel 1989, di L. D. Wilder a governatore in Virginia e la nomina di Colin Powell a capo di stato maggiore. Sono gli anni di Bill Cosby e dei Robinson e di Micheal Jackson, che nel 1982 pubblica Thriller, l’album più venduto della storia.

L’emergere di questa middle class nera non nasconde del tutto la condizione del resto della comunità afroamericana. Lo dice esplicitamente Reagan is for the Rich Man dei blues-man Lousiana Red e Carey Bell. Come recita questo blues, le politiche conservatrici e repressive degli anni Ottanta causarono arresti in massa e vittime nei quartieri più poveri. Secondo Humans Rights Watch la “war on drugs” lanciata dall’amministrazione Reagan coinvolge percentualmente molti più neri che bianchi. Nel 1988 i neri arrestati per droga sono cinque volte i bianchi e il 37% del totale degli arrestati, nelle grandi città questo dato aumenta fino al 53%. Questo perché la guerra si concentra nelle città a minor reddito, dove è più presente la popolazione afroamericana.

La condizione dei quartieri poveri, abitati prevalentemente da neri, è ben rappresnetata da canzoni come The Message pubblicata nel 1982 da Grand Masterflash and the Furious Five. In questo brano rap, uno dei primi, si canta di vetri rotti, di degrado. Il ritornello dice «don’t push me ‘cause i’m close to the edge»Non tanto una rivendicazione quanto una constatazione, non si può vivere peggio di così. Non è chiaro a chi si rivolge il rapper, uno dei fondatori del genere, è un commento generalizzato. In brani come questo e altri di Grandmaster Flash, come White Lines contro l’utilizzo di crack pubblicato nel 1984, o Renegades of Funk pubblicato nel 1983 da Afrikaa Bambataa and the Soul Sonic Force, si racconta la propria realtà per quella che è, manca una rivendicazione di cambiamento.

Da questo filone sociale deriva il rap militante come quello di KRS-ONE e dei Public Enemy. Uno dei brani più conosciuti dei Public Enemy è Fight the Power. La band si richiama esplicitamente all’immaginario delle Pantere nere e della militanza del Black Power, ma vi è una nota dissonante. I Public Enemy ancora si richiamano a parole d’ordine come «white man’s heaven is black hell», ma sempre più nell’arco della loro carriera il riferimento diventa quello della lotta agli uomini di potere, si perde l’orizzonte razziale per assumerne uno sempre più sociale. Peraltro nel video di Fight the Power si crea un’immagine particolare, nella quale i militanti delle Pantere nere nei loro vestiti di pelle nera contrastano con il resto del pubblico, mostrandoli non tanto avanguardia della comunità nera, quanto fuori dal tempo.

Anche nel brano di Tracy Chapman Talkin’ about the revolution, del 1988, è la povertà che sta preparando la rivoluzione. Significativo è il passaggio «it sounds like whisper», come un sussurro. In questo verso vi è tutto il cambiamento di questi dieci anni: nei decenni precedenti la rivoluzione si preparava con un gran vociare, ora invece Chapman lo vede come un sussurro, lontano dall’attenzione di una società che non ha risolto ma ha deciso di ignorare il problema.

Uno degli stili del rap, nato nei primi anni Novanta, è il gangsta rap. Il suo contenuto molto violento fa riferimento alla vita dei rapper, spesso vissuta al di fuori della legge, una vita da gangster. Per poter fuggire dalla povertà e dal degrado, cantano questi rapper, i neri non hanno che la possibilità di arricchirsi. E l’arricchimento non può che arrivare con la musica oppure con lo spaccio e la vita da gangster. Raccontano la vita dura dei quartieri, ma anche la via d’uscita. È quello di cui cantano i Niggaz Wit Attitude in Straight Outta Compton. I rapper vogliono allontanarsi da una vita difficile e senza speranze, e l’unica manera che hanno per farlo è cantare. Gli N.W.A. sono un gruppo storico per il rap, composto da MC come Ice cube e Dr Dre, usano liriche violente, spesso in conflitto con la polizia, un altro loro brano molto famoso è Fuck Da Police. Nel brano si dice esplicitamente che il reato per un giovane di Compton è essere nero, si minaccia la polizia di vendetta. È una musica che canta la realtà senza proporre una soluzione alternativa alla fuga individuale: è una via personale e individuale per ottenere quello che veniva rivendicato collettivamente due decenni prima.

 

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