Archivi tag: migrazioni

Le altre grandi ondate di rifugiati in Europa

Negli ultimi mesi, un alto numero di richiedenti asilo ha raggiunto (o ha cercato di raggiungere) l’Europa. Anche se era da tempo che un numero così alto di profughi non si dirigeva verso l’Europa, il fenomeno non è affatto inedito: lungo tutto il corso del Novecento, a più riprese l’Europa ha accolto ondate di persone in fuga da guerre e persecuzioni. Basandosi sul lavoro dello storico Klaus Bade, France Culture ha realizzato un’immagine che mostra il susseguirsi delle principali ondate di profughi. L’immagine mostra solamente i casi di afflusso imponente di rifugiati in Europa, dunque quelli che hanno coinvolto più di 100.000 persone in un periodo di tempo inferiore a un anno.

I primi due casi di massiccio spostamento di popolazione in Europa hanno riguardato delle guerre civili, che misero in fuga molte persone durante i combattimenti e molti membri delle fazioni sconfitte alla fine della guerra: circa 600.000 russi scapparono dal loro paese dopo l’affermazione dei bolscevichi sulle forze anticomuniste nel 1922, e 500.000 repubblicani spagnoli ripararono in Francia dopo la vittoria di Francisco Franco nella guerra di Spagna.

Enormi spostamenti di popolazione interessarono l’Europa centrale alla fine della seconda guerra mondiale, con più di un milione di cittadini polacchi e cecoslovacchi di etnia tedesca che fuggirono dalle vendette e dalle politiche di pulizia etnica messe in atto nei loro paesi, trovando rifugio in Germania. Altri spostamenti dall’Europa centro-orientale verso occidente si ripeterono nei decenni successivi, in corrispondenza delle più gravi repressioni dei regimi comunisti contro i loro cittadini: quasi 200.000 ungheresi fuggirono dal loro paese nel 1956, 170.000 cecoslovacchi scapparono nel 1968, e 250.000 polacchi si diressero in Occidente nel 1982.

Negli anni Novanta i rifugiati provennero soprattutto dai Balcani: nel 1992 700.000 iugoslavi lasciarono il loro paese con lo scoppio della guerra, mentre 300.000 albanesi fuggirono dai disordini provocati dal collasso del regime comunista. Alla fine del decennio, altre centinaia di migliaia di profughi scapparono dal Kosovo in guerra, rifugiandosi nei paesi limitrofi.

Come rileva France Culture, l’attuale afflusso di rifugiati in Europa ha però alcune caratteristiche nuove rispetto ai casi passati: per la prima volta, arrivano contemporaneamente flussi di profughi con provenienze diverse. Ci sono persone che vengono dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan, dall’Eritrea. Inoltre, questa è la prima volta che arrivano in Europa grandi quantità di rifugiati di origine extraeuropea: durante tutto il corso del Novecento, le grandi ondate di profughi erano sempre composte da europei.

Annunci

Studiare le migrazioni attraverso il calcio

Il calcio è un fenomeno globale. Secondo Richard Elliott e John Harris, il calcio è anche un fenomeno che permette di analizzare e comprendere alcuni aspetti importanti delle migrazioni. Elliott e Harris hanno curato un libro appena pubblicato da Routledge, Football and Migration: Perspectives, Places, Players. È un libro multidisciplinare, che raccoglie contributi di storici, sociologi, geografi e antropologi.

I protagonisti principali delle migrazioni legate al calcio sono naturalmente i calciatori professionisti. Tuttavia, Football and Migration analizza anche gli spostamenti di calciatori meno noti, come le calciatrici e i calciatori molto giovani, e gli spostamenti delle famiglie dei calciatori. Ci sono capitoli dedicati a particolari casi nazionali, come il caso dei giocatori brasiliani, quello dei giovani calciatori del Ghana, o quello dei calciatori a fine carriera che si trasferiscono a giocare nel campionato ungherese.

Richard Elliott dirige il Centro per la ricerca sul calcio della Solent University di Southampton nel Regno Unito. John Harris insegna alla Caledonian University di Glasgow.

Gli ebrei che migrarono dall’India in Israele

Un nuovo libro di Joseph R. Hodes racconta la storia di una comunità di ebrei che migrarono dall’India in Israele. L’India era divenuta indipendente nell’agosto 1947: la comunità ebraica Bene Israel aveva goduto di una buona posizione durante l’impero britannico e rischiava un peggioramento delle sue condizioni. La comunità era insediata da secoli nella zona di Bombay ed era la più grande comunità del paese, composta da circa 20.000 persone. Dopo la proclamazione dello stato di Israele nel maggio 1948, alcune migliaia di ebrei indiani emigrarono nel paese. In Israele gli ebrei di origine indiana non furono bene accolti e per un certo periodo fu loro vietato di sposarsi con altri ebrei. Il libro di Hodes analizza i problemi dell’identità, dell’integrazione e della discriminazione degli ebrei di origine indiana immigrati in Israele.

Joseph R. Hodes insegna al dipartimento di storia e al dipartimento di studi ebraici della Tulane University a New Orleans. From India to Israel: Identity, Immigration, and the Struggle for Religious Equality (McGill-Queen’s University Press) è il suo primo libro.

Tutte le migrazioni internazionali dal 1990 al 2010

Il Post ha ripreso un articolo di Science su una ricerca svolta sui flussi migratori internazionali dal 1990 al 2010. La ricerca è stata svolta dal Wittgenstein Centre for Demography and Global Human Capital di Vienna.

I risultati della ricerca sono riassunti in un grafico interattivo. Uno dei dati interessanti segnalati dal Post è che il numero di migranti è rimasto sostanzialmente costante in rapporto al totale della popolazione dal 1995 a oggi. Il più grande flusso migratorio è quello tra il sud-est asiatico e i paesi del Golfo Persico, mentre le migrazioni tra Africa ed Europa sono quasi la metà delle migrazioni tra i singoli paesi africani.